STATO DI CRISI LOCALE E REGIONALE
INTERPELLANZA IN MERITO ALLO STATO DI CRISI
CHE ATTANAGLIA I SETTORI PRODUTTIVI
A LIVELLO LOCALE E REGIONALE
Agli Ill.mi
Presidente del Consiglio Comunale di Sestu
Dott. Giancarlo Angioni
Sindaco del Comune di Sestu
Dott. Aldo Pili
Componenti della Giunta Comunale di Sestu
I sottoscritti Consiglieri Comunali di Sestu, Perra Ignazio (Capogruppo del Gruppo Consiliare Comunale “Sestu Libera”) e Zanda Eliseo (Capogruppo del Gruppo Consiliare Comunale “Crescere Insieme per Sestu”),
PREMESSO
che da martedì 24 sino a venerdì 27 gennaio 2012 anche il nostro territorio è stato interessato dalle massicce proteste popolari esplose con il cosiddetto “Movimento dei forconi” che, dopo la lunga azione di mobilitazione in Sicilia, si è esteso anche alla Sardegna con diversi presidi di protesta che hanno determinato il blocco di numerose strade di accesso in molteplici punti strategici della Sardegna fra i quali anche Sestu.
RILEVATO
che la protesta ha visto anche il coinvolgimento in prima persona di un vasto gruppo di commercianti, artigiani, agricoltori e allevatori di Sestu che lamentano uno stato di malessere dei settori in argomento.
ACCERTATO
che si assiste passivamente alla chiusura di numerose imprese localizzate all’interno del perimetro urbano e lungo la vecchia Carlo Felice, con il crollo dei settori dell’edilizia, del commercio e dell’artigianato in tutte le sue derivazioni.
DATO ATTO
che il settore della piccola e media industria gravitante sul nostro territorio è in uno stato di agonia senza precedenti e che diverse aziende sono sempre più in grave difficoltà a causa dello stato di crisi economica generale e per via sia dell’elevata e pressante tassazione che dell’incremento del costo dell’energia in genere e dei carburanti.
VALUTATO
che l’agricoltura (settore portante dell’economia cittadina) è stata colpita da una contrazione delle vendite dei prodotti e, quindi, da un declino inarrestabile; infatti questa situazione ha portato gli stati generali dell’agricoltura a lanciare l’allarme sul possibile rialzo delle tariffe con l’introduzione dell’IMU.
EVIDENZIATO
che il settore zootecnico è strangolato dall’irrisorio costo della materia prima, ovvero il latte, e dal continuo balzo dei costi per il mantenimento degli allevamenti.
CONSIDERATO
che il settore dei servizi alla persona (Comune, scuole, farmacie, etc..) denuncia un cortocircuito del sistema con sforbiciate considerevoli ai bilanci dei vari enti, ministeri, etc.., che provocano la conseguente crescita del precariato e la diminuzione dei servizi per i cittadini. Una situazione che si tradurrà in un passo indietro degli standard qualitativi dei servizi sociali rischiando l’annullamento di quanto finora raggiunto a livello di stato sociale.
CONSTATATO
che le proteste, per ora affidate a singole categorie, hanno finito per contagiare fasce sempre più ampie della popolazione: dagli artigiani ai commercianti sino ad arrivare agli studenti e agli impiegati; segnale chiarissimo di un malessere sociale sempre più profondo che rischia di degenerare.
APPURATO
che la condotta portata avanti finora dai diversi governi ha generato solo malessere sociale senza risolvere i reali problemi economici e della collettività (ma addirittura annullando ogni tipologia di conquista finora ottenuta) e ha creato un divario sempre più ampio fra il capitalismo sfrenato e la povertà estrema mettendo in ginocchio e riducendo alla fame milioni di famiglie.
OSSERVATO
- che proprio in questi giorni si fa sempre più acceso il dibattito in merito all’eventuale abolizione da parte del Governo Monti dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori che salvaguarda la forza – lavoro e impedisce arbitrari licenziamenti;
- che tale azione da parte del Governo non si sta basando su democratiche concertazioni e non sta prendendo in considerazione le proposte delle parti sociale e dei sindacati.
TENUTO CONTO ED ESAMINATO
- che la Sardegna è una fra le regioni più perseguitate a livello nazionale a causa del debito di quattromiliardi e 200 milioni di Euro che 70.000 imprese sarde hanno nei confronti di Equitalia;
- che è indispensabile ripristinare il vero principio di equità e giustizia e che sono all’ordine del giorno le costanti persecuzioni (nei confronti delle imprese e di coloro che sono titolari di attività produttive) nelle fasi di riscossione dei tributi e delle tasse;
- che il soggetto deputato all’esazione dei tributi spesso agisce con feroci azioni e angoscianti vessazioni che molte volte si concludono in modo tragico ed improduttivo portando gli imprenditori alla disperazione e le aziende ad un crollo totale, situazione che accresce l’attuale grave crisi economica e occupazionale;
- che è fondamentale che nel momento in cui un’azienda si trova in difficoltà tali da non poter pagare gli ormai esagerati ed insostenibili oneri e tasse non vada affossata ma fortemente sostenuta e guidata nella sua ripresa affinchè possa ricollocarsi in modo sereno e produttivo nel mercato;
- che l’esagerato cumulo di oneri da pagare ad Equitalia e la pressante e spietata modalità di riscossione, che ormai la contraddistingue, costringe le aziende a cessare l’attività per l’impossibilità di far fronte ai debiti che quotidianamente si moltiplicano impedendo un reale sviluppo produttivo ed economico nella società e per la società.
- che bisogna dire basta agli ingiusti ed inaccettabili tributi che chi oggi fa impresa si trova a dover costantemente pagare;
- che Sestu e la Sardegna tutta deve essere in prima linea nella battaglia comune contro Equitalia in quanto la nostra regione è una delle più vessate dal sistema Equitalia che con le sue violente azioni di esazione sta distruggendo il tessuto produttivo, creando disoccupazione diffusa e conducendo la popolazione alla fame e alla povertà estrema,
INTERPELLANO
il Sindaco e la Giunta Comunale perché si esprimano in merito alla grave crisi congiunturale che attanaglia il territorio;
RICHIAMANO
il Sindaco perché si faccia portavoce di un’ampia mobilitazione di tutti i primi cittadini dell’area vasta per portare la situazione di emergenza davanti al Governo nazionale ed alla Regione Sarda;
CHIEDONO
che possa essere indetta un’assemblea permanente per favorire un necessario confronto volto a conoscere lo stato di crisi di tutti i comparti economici, produttivi e sociali del territorio;
SOLLECITANO
il Sindaco a rimettere simbolicamente la fascia tricolore nelle mani del Prefetto, come già hanno fatto diversi altri sindaci del Sulcis Iglesiente e di alcune altre parti d’Italia;
DOMANDANO
al Sindaco di farsi portavoce (presso gli enti preposti) di tutti coloro che nel territorio sestese hanno procedure esecutive in essere con Equitalia (su cartelle esattoriali non pagate a causa della grave crisi economica) affinche’ possano essere momentaneamente sospese senza oneri;
ESORTANO
la sospensione delle bollette della Tarsu ed una rivalutazione e studio accurato sia dell’imposta predetta sia un esame approfondito in merito all’Imposta Municipale Unica, recentemente introdotta, al fine non gravare ulteriormente sulle spese delle famiglie e della società in genere così gravemente colpite dalla crisi.
INVOCANO
l’istituzione di un osservatorio permanente per lo stato di crisi di tutte le aziende, le imprese e le attività produttive che ricadono sul territorio.
Sestu, lì 02-02-2012
| Cons. Perra Ignazio | |
| Cons. Zanda Eliseo |